USCIRE DAL VECCHIO MONDO O TORNARE AL FUTURO?

La strategia nazionale aree interne non ha messo a disposizione una grande opportunità economica, no. La “comunità militante delle aree interne in Italia” ha avuto l’opportunità di far conoscere, di provare a far comprendere, di portare a sistema, non tanto le innumerevoli difficoltà della gestione di questa fetta importante di territorio, ma soprattutto le grandi opportunità, i grandi valori, la grande storia, il grande senso di appartenenza ad una comunità. E farlo capire e poi vedere che le nostre battaglie, i nostri sogni, le nostre proposte vengono assunte dal “sistema” è la più grande vittoria che amministratori di comuni di poche decine di persone possa immaginare. E su questo Barca ha ragione: la SNAI ha portato la periferia al “centro” . E lo ha fatto con un grande sforzo di comprensione, con referenti del CNAI presenti, capaci, propulsivi; lo ha fatto mettendo i territori come punto di partenza e di arrivo; lo ha fatto con una metodica di lavoro trasversale che mettesse in evidenza “l’alterità” e “unicità” delle aree interne proiettandola nel futuro.

E soprattutto lo ha fatto coinvolgendo in questo metodo anche alcune fette delle burocrazie, che , durante il percorso , hanno avuto la grande capacità, almeno nel nostro caso, di convergere sulle nostre necessità in modo convinto e consapevole.

Ciò non significa risolvere le annose questioni che ci imbrigliano, ma il fatto che la questione sia emersa è già tanta roba. Tanto rimane da fare, tanti lacci e lacciuoli sono da sciogliere.

La Resilienza delle comunità locali alle sollecitazioni dei cambiamenti storici e dei cicli economici, negativa da un lato, restituisce un patrimonio di tradizioni, conoscenze e capacità di grande spessore favorendo altresì uno spiccato senso di appartenenza di Comunità che non ci stanno a dichiararsi sconfitte.

Il resto del percorso, tuttora in atto, è una storia ancora da scrivere. Vi è però un rischio fondamentale: il fatto che l’iniziativa spontanea, se non supportata da un’azione mirata e coordinata non riesca ad acquistare la necessaria consistenza per generare cambiamento e uno sviluppo duraturo e sostenibile. E soprattutto che questa iniziativa abbia continuità d’azione nonostante il turn over di istituzioni che hanno le fondamenta d’argilla.

Ma, per la prima volta, con la Strategia nazionale per le Aree Interne, è disponibile uno strumento sufficientemente flessibile da adattarsi alle esigenze di un territorio – evidentemente diverso da altri contesti rispetto ai quali, per lungo tempo, sono state elaborate le politiche di sviluppo territoriale regionale e nazionale – ma al contempo efficace per incidere su un reale cambiamento.

Per questo credo che, più che “uscire dal vecchio mondo” immagino e sogno che la riproposizione di una prospettiva di futuro, che per molto tempo è mancata, prenda avvio dal passato.. un “ritorno al futuro”, ovvero dal patrimonio ambientale e culturale locale, che, scampato alle minacce di uno sviluppo effimero, e grazie ai peculiari caratteri di autenticità, può nuovamente offrire una prospettiva di sviluppo alle comunità locali, che sappiano valorizzarlo.

IMG_1505

Annunci