CHARAMAIO…..?

CAPIAMOCI. La neve manca solo a Limone o Pratonevoso? La calamità naturale vale solo perché le seggiovie non girano? Ma il modello di montagna è questo? Interrogativi che

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Rocca La Meja, 1 Gennaio 2016

prendono spunto dall’ottima analisi di Roberto Ribero. Leggetela. Non voglio ripetere le sue valutazioni perché le condivido al 100%. Roberto è un amico, è uno che ci crede e he lavora perché gli avvenimenti accadano. Ed è uno , come altri, che ha un’idea di montagna che è ben lontana dal modello che emerge in questa vicenda. Chi ha parlato dello stato di calamità che idea ha della montagna? Ma davvero si crede ancora che il modello vincente sia quello che non può fare a meno di ingenti risorse pubbliche per andare avanti? Ancora non si è capito che è finita la stagione di centinaia di milioni di € per impiantistica sportiva ? Ancora non si è capito che il modello di sviluppo delle terre alte deve partire dai valori intrinsechi delle comunità alpine e non da modelli urbani “transumanti”. Quanti negozi o locande che svolgono un servizio pubblico di primaria importanza -in quanto garantiscono il mantenimento della socialità in ambiti ridotti ai minimi termini- si potrebbero aiutare con meno risorse rispetto alle milionate di € utilizzati per costruire seggiovie e funivie per portare la gente a sciare?Quanto è tornato su quei territori per ogni € investito? E quanti € invece sono tornati sul territorio per le risorse investite ( centinaia di volte inferiori) sulla sentieristica, sulla cultura, sulle tradizioni, sul recupero architettonico dei borghi alpini? La mancanza di neve è un problema ovunque e per tutti ed è una calamità naturale. Ma credo che molti più danni siano stati fatti dalle “calamità artificiali” di chi non ha idea di cosa significhi montagna, e che pensa di assumersi un ruolo di paladino delle terre alte perché non può andare a fare la settimana bianca.
Ps. Sia ben chiaro: o la calamità vale per tutti o non vale per nessuno….

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