LEGGE SULLA MONTAGNA E ALPES- SETTIMANA CON LA MONTAGNA AL CENTRO

L’ultima settimana è stata caratterizzata da tre eventi particolari per la montagna piemontese che sottolineano un concetto chiave: la montagna unita può incidere sulle decisioni.
Martedì scorso circa 100 sindaci dimostrano silenziosamente ma con fermezza in Consiglio Regionale perché venga approvata la Legge sulla Montagna e mettono i gruppi consigliari davanti alle loro responsabilità.
Sabato 8 Marzo,a Torino, 60 tra amministratori e sindaci battezzano la nascita di ALPES, rete tra amministratori della montagna piemontese, idea nata in Valle Maira e in Valle Po una sera di Gennaio tra alcuni sindaci, allargata a tutto il Piemonte che nel giro di pochi giorni sta facendo discutere e sta creando tanto interesse .
Martedi 11 Marzo, il Consiglio regionale approva il DDL 373 Vignale-Molinari, dando al Piemonte una legge sulla Montagna che la legge 11/ 2012 aveva cancellato. In aula erano presenti a presidiare alcune decine di sindaci.
Tre passaggi chiave o la chiave di volta di un percorso interrotto da due anni e che rischiava di inceppare pericolosamente la macchina dello sviluppo delle terre alte. Ma come sempre succede, questi tre eventi vengono visti con malafede da più parti . Le cause possono essere differenti: semplice ma grave ignoranza, faziosità di parte, o semplicemente timore. Timore di cosa? Timore che la montagna, finalmente, forse all’ultima chiamata , superi la visione in difensiva delle politiche che da decenni vengono portate avanti e cominci una partita nuova: la partita in cui si mette nel centro del campo e guarda avanti giocando in attacco.

Abbiamo subito soprusi e attacchi da destra e sinistra, riceviamo quotidianamente insegnamenti su come dobbiamo vivere e creare sviluppo da tutti i tipi di associazione che possano immaginarsi, interni ed esterni. Professoroni, teorici, esperti, filosofi, tanti Mauro Corona ( ovviamente non in grado neanche di avvicinarsi al grande personaggio di Erto) ” dei poveri” e poi una sfilza si sedicenti politici che ci insegnano dall’alto del loro scranno consigliare ben retribuito cosa bisogna fare in montagna.
A questo signori semplicemente dobbiamo cominciare a dire: grazie, ma al nostro territorio ci pensiamo noi,noi che non siamo una banda di ” rozzi montanari incapaci”, noi che ci mettiamo la faccia e non solo(!!!) candidandoci e amministrando i nostri Comuni e non facciamo solo teoria della retorica senza rischiare nulla.
Marzo 2014 è un punto di svolta: l’opportunità di ALPES deve essere colta in primis da chi sta amministrando i nostri Comuni perché tra tutti si è costituita una relazione di collaborazioni che stanno portando dei risultati nonostante il periodo difficile . ALPES è oltre i partiti, è una visione della montagna che vogliamo e sopratutto uno strumento di incisione sulle politiche di chi legifera. Siamo riusciti in questo primo importante passo di far approvare la Legge sulla Montagna nel momento in cui ci siamo presentati uniti in consiglio.

Diamo un valore aggiunto a questa esperienza: crediamoci. Siamo ancora qui, nonostante il lupo di pianura volesse sbranarci, siamo ancora qui. Facciamo rete tra di noi, presentiamoci uniti da un simbolo dietro al quale c’è la condivisione della visione.
È chiaro che non tutti si sentiranno rappresentati da questo tipo di iniziativa: sicuramente chi non crede ad una visione di territorio che vada oltre i confini comunali, sicuramente chi pensa che il proprio comune sia sufficiente a se stesso, sicuramente chi non crede alle Unioni come soggetto che gestisce le funzioni di sviluppo montano.
Ce ne faremo una ragione,anche noi…..

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