Confindustria e montagna:atto II

Pubblico sul mio blog la lettera che ho inviato a Biraghi,visto che non ho avuto risposte e neanche le scuse,non a me,ma alla gente di Elva.

Dispiace constatare per l’ennesima volta come alcune prese di posizione del Presidente di Confindustria Cuneo, che ultimamente stanno diventando sempre più frequenti, siano poco accurate se non addirittura superficiali. Già era successo sulla questione fondi ATO alle comunità montane nella quale il presidente dichiarava sbagliando, che le risorse venivano impiegate per mantenere in piedi degli enti ( invece vanno alle imprese che lavorano) e dichiarava,sbagliando,che le comunità montane erano chiuse da anni: siamo ancora vivi oggi.
L’ultima dichiarazione un po’,per così dire, presa alla leggera, riguarda l’articolo comparso sulla rivista ProvinciaOggi di Febbraio sull’annosa questione del Colle della Maddalena. Pur condividendo la battaglia che Confindustria sta facendo insieme agli enti locali nei confronti di ANAS , vorrei solamente fare alcune puntualizzazioni nella parte dell’intervista nella quale si fa riferimento alla valle Maira, e , per la precisione, alle strade che giungono ad Elva.
Innanzitutto faccio presente a chi non lo sapesse che le strade sono Provinciali e quindi non di competenza ANAS: credo che la differenza sia sostanziale perché è pressoché inutile chiedere all’Anas perché la Provincia di Cuneo tenga aperta una strada ;
Secondo: Le strade per Elva vengono tenute aperte perché, informo anche su questo, a Elva ci vive qualcuno, c’è un Comune, ci sono delle aziende agricole, ci sono delle strutture ricettive e , addirittura, dei bambini che utilizzano quelle strade -che è inutile tenere aperte- per andare a scuola.
Nonostante la politica, nonostante il disinteresse generale, nonostante alla pianura e al suo mondo produttivo non interessi nulla della montagna ( se non, per puro esempio, accaparrarsi le risorse energetiche o,sempre per puro esempio, dare i nomi alle proprie aziende con chiari riferimenti alle vallate per evocare un’immagine rurale nell’immaginario del consumatore)…nonostante tutto ciò, qualcuno resiste. E resiste nonostante le due strade di Elva siano pericolose e siano a rischio valanghe e frane.
È ora di finirla di tarare la necessità o meno di fornire dei servizi in base al numero di abitanti che vengono serviti. Ci sono servizi inderogabili a prescindere dal numero di persone che ne usufruiscono. Immagino che il ragionamento di Biraghi sia dovuto ad eccessiva fretta,ma chiedo, gentilmente, di chiedere scusa agli abitanti di Elva e di tutte le vallate in cui non devono passare 150 camion al giorno che si sono sentiti profondamente offesi dalle incaute parole del Presidente dell’Associazione che dovrebbe rappresentare gli industriali.
La visione che si ha delle terre alte e della sua gente da parte di certa impresa, da parte di certa politica, da parte dei poteri forti, demarca poca conoscenza, poca eleganza e sopratutto poca voglia di fare sistema, ovvero di fare della Provincia un territorio, pianura e montagna nel suo complesso, più competitivo. Se la battaglia che Confindustria porta avanti politicamente è di questa levatura, è davvero una battaglia dei poveri. Ma una cosa vorrei consigliare al Dr. Biraghi : si legga qualche pagina della storia delle nostre vallate e vedrà come siano state sempre territori aperti al confronto e al dialogo, culturalmente ricchi ed economicamente mai poveri, proiettati in un Europa che ancora non si sognava, ma, nello stesso tempo, sempre animati da un forte spirito autonomista e di libertà. Se neanche i Marchesi di Saluzzo e i Savoia più di tanto comandarono in valle Maira, dubitiamo che lo possa fare Confindustria Cuneo.

Roberto Colombero
Presidente di Comunità Montana Valli Grana e Maira
Sindaco di Canosio ( Comune in cui ci vive qualcuno)

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LEGGE SULLA MONTAGNA E ALPES- SETTIMANA CON LA MONTAGNA AL CENTRO

L’ultima settimana è stata caratterizzata da tre eventi particolari per la montagna piemontese che sottolineano un concetto chiave: la montagna unita può incidere sulle decisioni.
Martedì scorso circa 100 sindaci dimostrano silenziosamente ma con fermezza in Consiglio Regionale perché venga approvata la Legge sulla Montagna e mettono i gruppi consigliari davanti alle loro responsabilità.
Sabato 8 Marzo,a Torino, 60 tra amministratori e sindaci battezzano la nascita di ALPES, rete tra amministratori della montagna piemontese, idea nata in Valle Maira e in Valle Po una sera di Gennaio tra alcuni sindaci, allargata a tutto il Piemonte che nel giro di pochi giorni sta facendo discutere e sta creando tanto interesse .
Martedi 11 Marzo, il Consiglio regionale approva il DDL 373 Vignale-Molinari, dando al Piemonte una legge sulla Montagna che la legge 11/ 2012 aveva cancellato. In aula erano presenti a presidiare alcune decine di sindaci.
Tre passaggi chiave o la chiave di volta di un percorso interrotto da due anni e che rischiava di inceppare pericolosamente la macchina dello sviluppo delle terre alte. Ma come sempre succede, questi tre eventi vengono visti con malafede da più parti . Le cause possono essere differenti: semplice ma grave ignoranza, faziosità di parte, o semplicemente timore. Timore di cosa? Timore che la montagna, finalmente, forse all’ultima chiamata , superi la visione in difensiva delle politiche che da decenni vengono portate avanti e cominci una partita nuova: la partita in cui si mette nel centro del campo e guarda avanti giocando in attacco.

Abbiamo subito soprusi e attacchi da destra e sinistra, riceviamo quotidianamente insegnamenti su come dobbiamo vivere e creare sviluppo da tutti i tipi di associazione che possano immaginarsi, interni ed esterni. Professoroni, teorici, esperti, filosofi, tanti Mauro Corona ( ovviamente non in grado neanche di avvicinarsi al grande personaggio di Erto) ” dei poveri” e poi una sfilza si sedicenti politici che ci insegnano dall’alto del loro scranno consigliare ben retribuito cosa bisogna fare in montagna.
A questo signori semplicemente dobbiamo cominciare a dire: grazie, ma al nostro territorio ci pensiamo noi,noi che non siamo una banda di ” rozzi montanari incapaci”, noi che ci mettiamo la faccia e non solo(!!!) candidandoci e amministrando i nostri Comuni e non facciamo solo teoria della retorica senza rischiare nulla.
Marzo 2014 è un punto di svolta: l’opportunità di ALPES deve essere colta in primis da chi sta amministrando i nostri Comuni perché tra tutti si è costituita una relazione di collaborazioni che stanno portando dei risultati nonostante il periodo difficile . ALPES è oltre i partiti, è una visione della montagna che vogliamo e sopratutto uno strumento di incisione sulle politiche di chi legifera. Siamo riusciti in questo primo importante passo di far approvare la Legge sulla Montagna nel momento in cui ci siamo presentati uniti in consiglio.

Diamo un valore aggiunto a questa esperienza: crediamoci. Siamo ancora qui, nonostante il lupo di pianura volesse sbranarci, siamo ancora qui. Facciamo rete tra di noi, presentiamoci uniti da un simbolo dietro al quale c’è la condivisione della visione.
È chiaro che non tutti si sentiranno rappresentati da questo tipo di iniziativa: sicuramente chi non crede ad una visione di territorio che vada oltre i confini comunali, sicuramente chi pensa che il proprio comune sia sufficiente a se stesso, sicuramente chi non crede alle Unioni come soggetto che gestisce le funzioni di sviluppo montano.
Ce ne faremo una ragione,anche noi…..