POSTE ITALIANE: non costa poco mandarlo a quel Paese…è impossibile!

 

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Questo slogan è sempre MENO PER TE, se il te vive in una vallata di Cuneo.

Ancora una volta mi duole sottolineare come sia stata presa una decisione di “razionalizzazione” senza confronto col territorio che va a penalizzare sempre e comunque chi, per scelta o meno, vive nelle terre alte di questa Provincia.

Le segnalazioni sulla mancata effettuazione del servizio non sono frutto di qualche equivoco involontario: come afferma il Direttore di Cuneo di Poste Italiane  “altri tipi di spedizioni che offrono standard diversi, come ad esempio il Corriere Espresso j+1,vengono forniti da una rete meno estesa di sportelli”. Peccato che la rete meno estesa di sportelli vada  a colpire chi ha già, se va bene, gli sportelli aperti a giorni alterni. Di fatto con questa operazione si è eliminato l’ultimo mezzo di spedizione “espresso” da buona parte dalle alte valli, in quanto è risaputo che i corrieri su gomma, nelle valli, ci vengono solo se costretti o una volta a settimana quando raggiungono un certo numero di consegne.

Nel caso specifico, lo sportello di Castelmagno, che egregiamente svolgeva il sevizio j+1, era essenziale per la spedizione di pacchi dal piccolo negozio del paese che, in modo innovativo e grazie agli sforzi degli enti pubblici per potenziamento della banda larga, era riuscito a creare un efficace commercio on line. Quanto accaduto costringe le aziende a fare km per raggiungere gli uffici abilitati alla spedizione dei pacchi espresso, che sono gli unici graditi da chi commercia, in quanto ha la certezza della consegna da uno a un massimo di tre giorni. Affermare che nulla cambia in quanto rimangono i pacchi ordinari (consegna i 5-6 giorni) e i pacchi internazionali, significa aggirare il problema.

Difficile anche capire dove sta la razionalizzazione, visto che sia i postini che i furgoni continuano a raggiungere comunque gli uffici  a recuperare la posta… ma non più i pacchi celeri.

Le potenzialità di commercio online delle aziende montane, capaci di fornire prodotti genuini e di nicchia, ma di difficile reperibilità se non dietro spedizione, vengono affondate grazie a questa decisione.

Chiedo umilmente un ripensamento e sensato passo indietro là dove i disservizi saranno segnalati: questo potrebbe essere un segnale di giusta attenzione al territorio da parte di Poste Italiane, che, tra i suoi clienti più importanti, ha certamente gli abitanti stessi delle vallate in quanto ultimo soggetto in grado di fornire certi servizi (vedasi le pensioni)  sicuramente da tutti apprezzato.

Non contribuisca ulteriormente anche PosteItaliane a isolare le montagne di più di quanto già non facciano le istituzioni (Provincia, Regioni e Stato Centrale) e tutta la politica.

 

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